Avete presenti quegli spaghetti serviti in brodo di carne o di pesce accompagnati da fettine di arrosto di maiale, alghe marine secche e altre cose, tanto tipici della cucina giapponese da diventare un simbolo dell’identità nazionale?
Probabilmente sì.
Nel 1958 un certo Momofuku Ando ne inventò la versione istantanea, il Chikin Ramen. Fu un successo planetario tanto che nel mondo ogni anno si consumano circa 95miliardi di porzioni di instant ramen, la metà dei quali in Cina.
Esistono ben tre musei dedicato a questo piatto. Il Momofuku Ando Ramen Museum (www.instantramen-museum), a Ikeda nella prefettura di Osaka e il CupNoodles Museum a Yokohama (www.cupnoodles-museum.jp), diecimila metri quadrati dedicati al ramen confezionato non nel sacchetto, ma in un contenitore di cartone che fa anche da piatto: basta aggiungere l’acqua calda ed è pronto.
Quello di Yokohama è un moderno museo interattivo che racconta la storia del cibo che ha rivoluzionato le usanze alimentari di tutta l’Asia. Sempre a Yokohama, nel 1994, è stato aperto lo Shin-Yokohama Raumen Museum (www.raumen.co.jp), un parco a tema la cui logica è la stessa di Minitalia: riprodurre in un solo posto tutte le attrazioni di un Paese. Solo che qui l’attrazione è una: il ramen.
E l’idea è condensare in un unico spazio piccole botteghe che permettono di assaggiare il ramen in tutte le sue varianti regionali.
Un tal piatto meritava un libro.
Lo ha scritto Stefania Viti che lo presenterà il 1° febbraio al Circolo dei lettori. Il libro racconta la storia del ramen e ne spiega trenta ricette originali
(fonte Touringclub)
Dove: Novara Circolo dei lettori
Quando: 01 febbraio ore 18.00