È il 27 maggio 1951; la fortuna si accanisce su Rosina Bazzoni, 31 anni, operaia alla Filatura di Grignasco e le fa vincere alla SISAL la somma record per quel tempo di 85 milioni 171 mila e 374 lire.
No, non abbiamo sbagliato il verbo e vi spieghiamo perché.
La vita di Rosina è totalmente rovinata da quella vincita. Amici mai visti e parenti mai sentiti cominciano a farsi avanti in cerca di aiuto. Riceve lettere da tutta Italia e dall’estero. Da Napoli, un certo Roki le fa una proposta di matrimonio scrivendo così: ‘Io, lei e gli 85 milioni possiamo essere felici’.
L’ufficio postale di Prato Sesia, dove abita Rosina, è sommerso di lettere. Ogni giorno ci vuole la cariola per portare la corrispondenza a casa di Rosina, finché la donna esasperata rifiuta di ricevere la posta.
Di quella imponente corrispondenza si sono salvate 1600 lettere e uno storico di Prato Sesia, Claudio Sagliaschi, le ha raccolte per scrivere un libro su una vicenda che all’epoca suscitò enorme clamore.
«Dalle lettere a Rosina – dice Sagliaschi – esce l’immagine dell’Italia del dopoguerra, scritte da tanta povera gente che non conosceva bene il nome della vincitrice, della via in cui abitava, del paese, ma che grazie alla popolarità di Rosina giungevano a destinazione». Lettere che chiedono di tutto, anche gli stracci da buttare «se la gà dei stracci che non gli servono a lei». C’è chi è stato rovinato dalla guerra: «Un tempo mi trovavo in agiatezza, e purtroppo oggi mi trovo in condizioni di domandare aiuto per un piatto di minestra»; ci sono le «sedotte e abbandonate»: «Mio marito collo stipendio del quale a malapena si viveva, è fuggito due mesi or sono con una donna, abbandonandoci, non so più dove sia». Tanti andavano direttamente a Prato, a casa della Rosina. Un via vai assillante che la costrinse a rifugiarsi da amici in alta Valsesia.
Volete sapere come andò a finire la storia della Rosina?
La consegna del primo milione avvenne a Rimini, al termine di una tappa del Giro d’Italia. Lei accettò sperando di incontrare Fausto Coppi, ma il suo idolo non c’era. Sulla copertina della Domenica del Corriere Walter Molino immortalò lo stesso la Rosina raggiante al traguardo fra Coppi, Bartali e Magni. Alla fine, anche per fuggire, alle pressanti richieste di matrimonio che arrivano persino da New York, decise di sposarsi con Franco Marcodini, un ex partigiano del paese. Si fecero costruire una villa e si comprarono un’auto da signori, una Borgward Hansa 1500. La loro vita insieme non fu allietata dalla nascita del figlio che tanto desideravano. Morirono giovani: lui stroncato da un ictus nel 1975 a soli 49 anni, lei il giorno di Natale 1985, a 65 anni. Per la cronaca, Rosina Bazzoni sosteneva di non capire nulla di calcio, ma quel giorno azzeccò non solo i 13 risultati, ma anche i due incontri di riserva: l’unico 15 della storia del Totocalcio.
Il libro sarà presentato al centro Incontro Ponti a Prato Sesia
Dove: Prato Sesia Centro Incontro Carlo Ponti
Quando: 18/03/17 ore 15.30