Estate d’autore – I film dal 18 al 20 luglio

Nei prossimi giorni, ecco cosa ci propone il cinema estivo a Novara.

VELOCE COME IL VENTO
Quando: 18 luglio ore 21.30
Dove: Novara Cinema Araldo

La passione per i motori scorre da sempre nelle vene di Giulia De Martino. Viene da una famiglia che da generazioni sforna campioni di corse automobilistiche. Anche lei è un pilota, un talento eccezionale che a soli diciassette anni partecipa al Campionato GT, sotto la guida del padre Mario. Un giorno, però, tutto cambia e Giulia si trova a dover affrontare da sola la pista e la vita. A complicare la situazione, il ritorno inaspettato del fratello Loris, ex pilota ormai totalmente inaffidabile, ma dotato di uno straordinario sesto senso per la guida…

CAROL
Quando: 19 luglio ore 21.30
Dove: Novara Cinema Araldo

New York 1952. È la vigilia di Natale. Carol moglie e madre è sui 40 anni, colta, bellissima, benestante e intrappolata in un matrimonio di convenienza e senza amore. Therese, poco più che ventenne, semplice ma ambiziosa, lavora come cassiera in un grande magazzino di lusso. Basta uno sguardo e un guanto dimenticato per capirsi. Tra loro scatta immediatamente un’intesa e l’innocenza del loro primo incontro piano piano svanisce al progressivo approfondirsi del loro legame. Sole, dentro il rigido inverno newyorkese e congelate dalle rigorose convenzioni dell’epoca, Carol e Therese viaggiano verso Ovest e una nuova frontiera, che le scopre appassionate e innamorate. Nell’America della Guerra Fredda, che considerava l’omosessualità come un disturbo sociopatico della personalità, Carol e Therese sfideranno i giudizi morali e scioglieranno l’inverno nel cuore.

SOLE ALTO
Quando: 20 luglio ore 21.30
Dove: Novara Cinema Araldo

Tre decenni. Due nazioni. Un amore. Sole alto racconta l’amore tra un ragazzo croato e una ragazza serba. Un amore che il regista, Dalibor Matanic, moltiplica per tre volte nell’arco di tre decenni consecutivi: stessi attori ma coppie diverse, dentro il cuore avvelenato di due villaggi balcanici.
Il 1991 e l’ombra scura della guerra. Il 2001 e le cicatrici che devastano l’anima. Il 2011 e la possibile difficile rinascita. I paesaggi sono utilizzati come orizzonti emotivi, prima ancora che geografici, e gli stessi attori come simbolo di ciclicità. I due ragazzi, invece, no: i due ragazzi non possono essere gli stessi, perché i loro vent’anni sono cristallizzati dentro una giovinezza, innocente e fragile, che ci parla di ieri, di oggi e, soprattutto, di domani.
Il film ha vinto al Festival di Cannes 2015 per la sezione “Un Certain Regard”.

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