Febbraio al Teatro Coccia (parte 1)

L’inverno è il periodo d’oro del teatro e visto che dell’inverno siamo proprio nel cuore, vi racconto cosa ci sarà al Coccia nella prossima decina di giorni.

L’ultimo appuntamento di gennaio sarà il 30 alle 21 con “L’ho fatto per il mio paese”, con Lucia Vasini e Antonio Cornacchione.
E’ la storia di un uomo candido e incasinato, capace di sogni sconfinati, che parlano di libertà, uguaglianza e felicità per tutti. Un donchisciotte sempre comicamente in lotta con gli spigoli che la vita, senza soldi, con la disdetta dell’affitto in una tasca e la lettera di fine rapporto di lavoro nell’altra, artefice di un gesto folle e disperato: rapisce il Ministro che ha deciso il provvedimento e lo nasconde in cantina. Lo fa per sé, per la sua pensione ma soprattutto lo fa per il suo paese. E poi…

Il weekend successivo, sabato 1 febbraio alle 21 e domenica 2 febbraio alle 16 arrivano invece Stefano Accorsi (nella foto) e Marco Baliani, con Giocando con Orlando che racconta della giostra di due cavalieri paladini e maomettani che gareggiano alla giostra e ripercorrono con rime, baruffe, duelli e passioni le vicende dell’Orlando Furioso.

Domenica 2 alle 11.30 ci sarà anche l’aperitivo in jazz del mese, con lo Sconfino Manouche Trio, un gruppo nato nel 2010 da tre forti personalità musicali provenienti da jazz bebob, dalle sonorità classiche orchestrali russe e dal blues.

Chiude la prima metà del mese un grande classico: “Il lago dei cigni”, in scena sabato 8 alle 20.30 e domenica 9 alle 16:00,
Il balletto di Ciaikovskij viene interpretato dal Saint Petersburg Ballet che arriva direttamente dal Teatro Hermitage di San Pietroburgo.
Per chi non la conoscesse, il Lago dei Cigni racconta la storia del principe Sigfried e della bella Odette, trasformata in cigno, assieme ad altre ragazze, dal malvagio Rothbart. Solo di notte e a bordo del lego, i cigni possono riprendere le loro sembianze umane e per sciogliere l’incantesimo serve l’amore di un giovane che non abbia mai promesso il cuore a nessun’altra fanciulla.

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