“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo”
No non sono parole mie ma del filosofo francese François-Marie Arouet, noto ai posteri come Voltaire. Questa frase racchiude il senso della difesa di quei diritti dell’uomo che sono detti inalienabili, cioè intoccabili, incedibili e irrinunciabili che appartengono ad ogni essere umano indipendentemente dalle caratteristiche che gli sono proprie.
Il 10 Dicembre 1948, un paio di secoli dopo Voltaire e dopo la rivoluzione Francese che per la prima volta proclama l’uguaglianza degli uomini, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva e proclama la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Partendo dalla considerazione dal disprezzo dei diritti inalienabili dell’individuo sono scaturiti mostruosi atti di barbarie, definisce che il fondamento della libertà, della pace e della giustizia è il riconoscimento di uguali dignità e diritti a tutti gli individui.
Cos’è
Un giorno prima della commemorazione della Giornata Mondiale dei diritti umani, domenica 09 Dicembre il Gruppo 046 di Amnesty International in collaborazione con il Comune di Novara su iniziativa del Consigliere delegato del Sindaco per la pace, i diritti umani e la nuova cittadinanza, Alfredo Reali, offre una serata di spettacolo e riflessione.
Nell’Auditorium Fratelli Olivieri presso il Conservatorio di Largo Colonna a Novara alle ore 21, verrà proposto un recital dal titolo Negritudine uno sguardo africano all’umanità, con Mohamed Ba e Isabella Picchioni e la partecipazione degli allievi dei corsi di jazz della Scuola di Musica Dedalo.
Mohamed Ba è l’autore dello spettacolo. Nato a Dakar, in Senegal, mediatore e animatore culturale, ha aderito al movimento per la promozione della letteratura africana e al circolo dei giovani scrittori per l’alfabetizzazione nelle zone rurali. Migrato in Francia, è stato coordinatore dell’operazione Un immigré, un livre. Nel 1998 ha pubblicato Parole de nègre, sulle migrazioni nei paesi del Sahel. Nel 1999 trasferitosi in Italia ha collaborato con il centro ambrosiano di Milano per Ex cursus. E’ inoltre il fondatore del gruppo Mamafrica, che si pone come obiettivo la diffusione della cultura africana ricorrendo alle percussioni, strumenti molto utilizzati nella sua terra d’origine. Infine è autore e interprete di numerosi monologhi teatrali come: Parole fuori luogo, Musica e popoli, B-Sogni, Canto dello spirito, Invisibili e Incazzato bianco. Ha partecipato anche a svariate trasmissioni radiofoniche e televisive.
Il titolo dell’opera deriva da un movimento letterario, culturale e politico sviluppatosi nel XX secolo nelle colonie francofone e che coinvolse scrittori africani e afroamericani: la Négritude (in italiano negritudine, appunto). L’obiettivo che si ponevano sin dall’inizio gli esponenti di questo movimento era quello di affrancare i propri popoli dal complesso di inferiorità imposto dai colonizzatori rivendicando orgogliosamente e dando valore alle peculiarità più tipiche dei popoli africani, quello che viene appunto detta la loro negritudine. La nascita di questo concetto, in contemporanea a Dakar e a Parigi, ebbe l’effetto di una deflagrazione: riunendo i Neri d’ogni nazione, con gli intellettuali francesi, tra i quali addirittura il poeta Sartre che la definì “la negazione della negazione dell’uomo nero”.
Ingresso gratuito.
Perché partecipare
Per conoscere meglio una nuova cultura, sì geograficamente lontana ma che possiamo riconoscere facilmente nelle nostre città. Per ampliare i nostri orizzonti e scoprire che il mondo non finisce infondo al nostro quartiere. Per vedere la stesa realtà con gli occhi di un altro. Infine per prendere coscienza di quei diritti che sembrano scontati e prepararsi a commemorare la Giornata Mondiale dei diritti umani di Lunedì 10 Dicembre.
Ideale per…
Chi non si accontenta mai di imparare e conoscere cose nuove. Per chi diverso significa interessante. Per chi desidera assistere ad uno spettacolo che unisca alla spensieratezza della rappresentazione alcuni spunti di riflessione profondi.